Algoritmi contro il cyber bullismo. I software a lavoro per difendere i minori

Il cyber bullismo è un fatto inquietante, ed è per questo che i grandi player dell’industria tech si stanno spingendo alla ricerca di soluzioni che possano contrastarlo. Da Facebook a Google, l’ obiettivo è quello di usare algoritmi intelligenti capaci di individuare chat tra adolescenti dai contenuti rischiosi e far scattare l’allarme.

E’ un tema che recentemente ha acquistato una profonda centralità nel rapporto tra i giovani e una realtà che si trasporta inevitabilmente di pari passo con la tecnologia e tutte le trappole che sfortunatamente ne derivano. Dal profilo del bullo, alle diverse tipologie di molestia e prepotenza online, sino ai consigli ed suggerimenti per farsi aiutare e conservare le prove dei soprusi subiti, senza chiudersi in se stessi e avendo fiducia di chi sa come tendere la mano in circostanze come queste.

Il cyber bullismo può essere considerato, a tutti gli effetti, un cambiamento digitale del bullismo, un’evoluzione che ha peggiorato del tutto le cose. Il motivo è abbastanza visibile: il bullismo era limitato a determinati luoghi e orari, mentre il cyber bullismo, dilaga senza soluzione di continuità. L’adolescente bullizzato continua ad essere oppresso anche quando è tra le mura di casa. A fornire le notizie, sono le cronache, sempre più consistenti di storie che hanno a che fare con gruppi di chat sui quali succede di tutto!

Delimitare il fenomeno è una missione condivisa. Infatti, Google sta lavorando già da qualche mese a una tecnologia testata assieme al New York Times e Wikipedia. Si chiama Perspective, si basa su algoritmi di machine learning. Lo scopo è quello rendere intelligente le macchine (che afferrano migliaia di chat e conversazioni online) così che possano identificare i commenti violenti. Il vero punto di forza di Perspective, creata all’interno di un incubatore di Google che si chiama Jigsaw, è l’opportunità di interfacciare le sue Api con qualunque piattaforma online. Quindi, che si tratta di un social network oppure di un’applicazione messaggistica istantanea, non fa differenza.

Anche Facebook, è al lavoro per strumenti innovativi capaci di individuare chat e contenuti imprudenti. L’impero di Zuckerberg è quello più contaminato, considerato che oltre a Facebook anche WhatsApp e Instagram fanno capo alla stessa società. Giorni fa, il Guardian ha pubblicato delle linee di guida del social network, si tratta di una specie di manuale che i moderatori devono seguire, specialmente per valutare argomenti come il terrorismo,la violenza, l’odio, la pornografia, il razzismo e l’autolesionismo.

Condividi

Altri Post

I malware più famosi della storia e i loro effetti

I malware più famosi della storia e i loro effetti

Nel panorama informatico, alcuni malware hanno lasciato un’impronta indelebile. Virus come il celebre “ILOVEYOU” e il temuto “WannaCry” hanno dimostrato come la cybercriminalità possa provocare danni enormi, da perdite finanziarie a violazioni della privacy. Questi eventi ci ricordano l’importanza della sicurezza informatica.

Perché i dischi floppy sono diventati un’icona culturale

Perché i dischi floppy sono diventati un’icona culturale

I dischi floppy, simboli di un’era digitale pionieristica, evocano nostalgia per un tempo in cui il trasferimento di dati era un rito. La loro forma distintiva e il caratteristico suono di accesso li hanno consacrati come icone culturali, rappresentando la transizione verso la modernità.

Storia ed evoluzione dei touchscreen dagli anni ’80

Storia ed evoluzione dei touchscreen dagli anni ’80

Dagli albori degli anni ’80, i touchscreen hanno subito una straordinaria evoluzione. Inizialmente limitati a schermi resistivi, oggi offrono interfacce intuitive e reattive, trasformando il modo in cui interagiamo con la tecnologia quotidiana.

La storia della tastiera QWERTY e le sue alternative

La storia della tastiera QWERTY e le sue alternative

La tastiera QWERTY, inventata nel XIX secolo, ha rivoluzionato l’input testuale, ma non è l’unica opzione. Alternative come Dvorak e Colemak offrono soluzioni più efficienti, sfidando il dominio della QWERTY e promettendo una scrittura più fluida.