Google punta al machine learning per realizzare il suo WoW?

Secondo le ultime indiscrezioni, Google vorrebbe utilizzare il machine learning per creare videogiochi immensi, nello stile di WoW.

Le informazioni, arrivate da un leak, parlerebbero di un progetto complesso, di cui avevamo già sentito accennare da altri sviluppatori, nello specifico Valve.

L’idea sarebbe quella di un videogioco che evolve grazie al machine learning, diventando a tutti gli effetti un mondo virtuale autonomo.

Un’idea affascinante, che inquieta anche un po’, oltre a far venire qualche dubbio per quanto riguarda l’assenza di arte e direzione; il procedurale infatti, difficilmente dà buoni risultati.

“Le tecniche del machine learning vengono utilizzate ad ogni sorta di tecnologia, quindi è naturalmente sperare che possano essere usate anche per potenziare il game development” sarebbero queste le dischiarazioni di Mountain View.

Proprio in questa ottica, Google starebbe lavorando al misterioso Progetto Chimera.

Un titolo che sfrutterebbe al massimo le nuove tecnologie.

Dopo il flop di Stadia, l’accostamento Google e videogiochi fa un po’ sorridere, questo non toglie che, nei prossimi anni, possa uscire qualcosa di davvero sperimentale, in grado di rilanciare anche la console cloud che nessuno sembra volere.

“il machine learning potrebbe apprendere da sé quali aspetti del gioco hanno bisogno di interventi e ottimizzazioni, lasciando un piccolo team alle prese con altri problemi”.

Ancora una volta però, i dubbi sono diversi.

Abbiamo visto in questi anni, come la generazione procedurale, sia comunque inferiore a un level design con una mano autoriale.

Inoltre resta da capire come avverrebbe la gestione di lore e storie che, per forza di cose, necessita una scrittura.

Il rischio è quello di trovarci di fronte a meraviglie della tecnologia che lasciano però il tempo che trovano, superate magari da un’indie di una sola persona, ma creato con amore e con cura.

Altro discorso potrebbe riguardare enormi open world… anche in questo caso però, titoli come Zelda: Breath of the wild e Red Dead Redemption 2, parlano piuttosto chiaro.

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