Bambini e tecnologia: pro e contro

bambini e tecnologia

Negli ultimi anni la tecnologia sta diventando sempre più avanzata ed in maniera sempre più rapida: alla sua sempre più caratteristica di sofisticatezza, va ad aggiungersi una certa semplicità d’uso che di riflesso coinvolge sempre più bambini e di età sempre minore. Quali sono i pro e i contro di tutto ciò?

I bambini del terzo millennio crescono ormai a pane e smartphone (o tablet), e per questo vengono anche denominati ‘‘bambini digitali”. La tecnologia come forma di comunicazione rapida, estesa e accattivante crea una forte dipendenza tanto negli adulti quanto nei più piccini. Sempre di più sono i bimbi che trascorrono ore davanti ad un dispositivo digitale. Già anni fa, il sociologo Mark Prensky parlava di ”nativi digitali”, ovvero quelli che tutt’ora crescono con console, videogame, computer e dispositivi di altro genere; questa è la terza generazione digitale.

Secondo una ricerca di tipo statistico, pare che oltre il 50% dei bambini tra i 2 e i 5 anni sia in grado di utilizzare un gioco base su un tablet, mentre solo l’11% di loro sia in grado di allacciarsi le scarpe. Tante le domande che sorgono spontaneamente davanti a questa inquietante panoramica. Gli aspetti positivi dello sviluppo precoce dell’attività tecnologica dei bambini sta certamente nel contribuire a far sviluppare capacità cognitive particolarmente brillanti; l’essere multitasking aiuta a mantenere la mente sempre attiva e recettiva. Per questo motivo, oggi esistono anche tablet dedicati ai bambini, con app a scopo educativo per varie fasce d’età; dalle lingue straniera, agli esercizi di logica e a quelli di creatività, c’è di tutto.

Come si può dedurre, tuttavia, quando un’attività prende tanto un individuo, esiste il forte rischio di diventarne dipendente, per cui occorre sorvegliare il tempo e la modalità d’uso di ciascun bambino, sempre. I gravi pericoli a cui vanno incontro i bambini più dipendenti dai dispositivi tecnologici solo: l‘isolamento psicologico (con il classico mondo parallelo con personaggi virtuali), affaticamento della vista e spese non contenute. Il miglior modo per evitare la dipendenza e allo stesso tempo permettere al proprio figlio di sviluppare una conoscenza tecnologica già da piccolo, è quello di limitare le ore passate davanti ad uno schermo e alternarle alle ore trascorse davanti a giochi manuali o all’aperto.

Condividi

Altri Post

Come funzionano gli algoritmi di raccomandazione di Netflix

Come funzionano gli algoritmi di raccomandazione di Netflix

Gli algoritmi di raccomandazione di Netflix sono come un curatore personale: analizzano le abitudini di visione degli utenti, confrontano i gusti con quelli di altri spettatori e suggeriscono contenuti su misura. Così, ogni serata diventa un viaggio cinematografico unico.

Tutto sulla nascita dei primi videogiochi arcade

Tutto sulla nascita dei primi videogiochi arcade

Negli anni ’70, i primi videogiochi arcade hanno rivoluzionato l’intrattenimento. Da “Pong” a “Space Invaders”, queste creazioni pionieristiche non solo hanno introdotto il concetto di gioco elettronico, ma hanno anche dato vita a una cultura globale, trasformando bar e sale giochi in ritrovi sociali.

Le console Sega: la storia di un gigante caduto

Le console Sega: la storia di un gigante caduto

Le console Sega: la storia di un gigante caduto ripercorre le origini di un colosso dei videogiochi, dai successi travolgenti degli anni ’90 fino alla lenta scomparsa. Un viaggio nostalgico che esplora innovazione, sfide e la lotta contro i rivali.

Perché la crittografia è fondamentale per la privacy

Perché la crittografia è fondamentale per la privacy

La crittografia è l’armatura invisibile delle informazioni nel nostro mondo digitale. Essa protegge dati sensibili da sguardi indiscreti, garantendo la privacy e la libertà di espressione. Senza di essa, la nostra vita privata sarebbe a rischio costante.