Nuove app cinesi bloccate in India

Il governo indiano bloccherà altre 47 app cinesi, oltre alle 59 già proibite a fine giugno tra le quali spicca la famosa e controversa TikTok.

a renderlo noto è il sito del quotidiano Economic Times.

Al momento non è disponibile una lista completa delle app bloccate.

Si tratta però di un intervento che punta a migliorare la sicurezza nazionale, di fronte ai rischi delle applicazioni che non garantiscono criteri di sicurezza e potrebbero esporre gli utenti a spionaggio e raccolta di dati non ufficiale.

Da quanto riportato si parla di un intervento con l’obiettivo “di proteggere gli interessi, la sovranità, l’integrità e la sicurezza nazionale”.

Secondo le ultime indiscrezioni, tra le applicazioni famose che saranno rimosse troviamo PUBG Mobile, di proprietà della Tencent, oltre alla app di Aliexpress, legata ad Alibaba.

Spiccano anche Resso e ULike della ByteDance, proprietaria anche di TikTok.

Una decisione quella del governo indiano, che potrebbe estendersi anche ad altre nazioni.

Le app, con la possibilità di accedere a fotocamera, microfono, e dati personali; stanno diventando sempre di più un pericolo e abbiamo assistito nel tempo ad applicazioni che, sotto una maschera, sfruttano i nostri dati per altre motivazioni.

Il problema della privacy e della sicurezza si fare sempre più sensibile, soprattutto oggi, di fronte alla crescita delle possibilità delle applicazioni e all’effettivo pericolo che queste possono attivare.

L’India, sembra aver iniziato a rendere più sicuri i suoi sistemi di fronte a una problematica che sembra destinata a caratterizzare il futuro del mondo tech, soprattutto di fronte a un mondo sempre più smart con sempre meno sicurezza informatica.

Le informazioni che vengono collezionate ogni giorno da migliaia di applicazioni, sono una pericolosa falla per gli stati, che si ritrovano di fronte a una situazione difficilmente controllabile e gestibile, con grossi problemi anche nella vigilanza dei colossi dell’informatica, che abbiamo visto spesso incapaci di rilevare e bloccare malware e altri software dannosi presenti nei loro store.

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